IMPIANTI ELETTRICI
DI MESSA A TERRA
Un impianto di messa a terra è composto da: dispersori, conduttori di terra, conduttori equipotenziali e conduttori di protezione; questi elementi interconnessi tra loro, unitamente a interruttori differenziali (c.d. salvavita) o interruttori automatici, costituiscono un sistema di protezione per le persone contro i contatti elettrici indiretti.
Messa in esercizio e omologazione dell’impianto di messa a terra
Secondo il DPR 462 del 22 ottobre 2001 sono soggetti a denuncia all’INAIL e all’ente territorialmente competente (es. Arpav in Veneto) gli impianti di messa a terra installati in tutti i luoghi di lavoro (con presenza di almeno un lavoratore oltre al titolare dell’azienda).
La dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore dell’impianto costituisce verifica iniziale di conformità e omologazione dello stesso, e va trasmessa entro trenta giorni dalla messa in esercizio all’ASL o all’ARPA territorialmente competenti e all’INAIL.
Verifiche periodiche
Gli impianti di messa terra sono soggetti a verifica periodica con periodicità di 2 anni oppure 5 anni in base all’ambiente di installazione. Tale verifica può essere effettuata esclusivamente dagli enti competenti di cui sopra o da Organismi di Ispezione abilitati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy dotati di accreditamento secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17020.
In particolare la periodicità della verifica di messa a terra è pari a:
- 2 anni
– per gli impianti installati nei cantieri, nei locali ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio (alberghi, scuole, discoteche, cinema, aziende sottoposte a C.P.I.);
– per gli impianti installati nei luoghi con pericolo di esplosione; - 5 anni
per gli impianti che non rientrano nella precedente categoria (classificazione dei locali aziendali come “ambiente ordinario”)
Verifiche straordinarie
Sono previste anche verifiche straordinarie che il datore di lavoro richiede nei seguenti casi:
a) esito negativo della verifica periodica;
b) modifica sostanziale dell’impianto (ad esempio cambio della tensione di alimentazione da bassa tensione a media tensione, aumento del numero di cabine elettriche etc.);
c) altra motivazione indicata esplicitamente nella richiesta.
Verifiche a campione
L’INAIL può effettuare a campione una prima verifica sugli impianti di messa a terra degli impianti elettrici.
Conseguenza delle omesse verifiche
L’omessa verifica di legge determina il rischio di sanzioni amministrative e/o penali (D.Lgs. 81/2008) a seguito di accertamenti da parte dello SPISAL, Ispettorato del Lavoro o INAIL.









